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Decreto case green: ok definitivo nonostante il voto contrario di Italia e Ungheria!

Il decreto sulle "case green" passa, pur suscitando grande dibattito, con Italia e Ungheria che hanno espresso il loro dissenso nei confronti del provvedimento.

Entro il 2030 ciascuno stato dovrà sostenere il decreto per ottenere la riduzione dei consumi (-16%) del patrimonio edilizio.

di Pietro Artuso

12 aprile 2024




In Italia gli edifici sono i primi consumatori di Energia, e contribuiscono per il 45% sui consumi totali

Questo voto contro non ha portato ad uno stop del processo di approvazione, lasciando comunque molte domande in sospeso sul futuro delle politiche ambientali dei due Paesi. È evidente che vi siano opinioni contrastanti riguardo all'importanza delle case green e alle misure da adottare per favorirne la diffusione. Non tutti sanno che in Italia il settore edilizio è il principale consumatore di energia, con quasi il 45% dei consumi finali. Questa energia è utilizzata per riscaldare e raffreddare gli edifici, cucinare, alimentare elettrodomestici e altre apparecchiature elettriche. Oltre i due terzi di questi consumi provengono dalle abitazioni residenziali. Ridurre del 16% vuol dire ridurre in media l'attuale consumo di almeno 27 kWh/mq all'anno per ciascuna abitazione, ottenibile solo con interventi di efficientamento energetico.


Case green: significato e impatto

Il decreto sulle case green ha suscitato molta curiosità e interesse in Italia. Ma cosa significa davvero questo termine e qual è il suo impatto sulla società? Le case green sono abitazioni progettate per essere il più sostenibili possibile, con un'attenzione particolare all'uso delle energie rinnovabili e alla riduzione dell'emissione di gas serra. Questo decreto rappresenta un passo importante verso la transizione ecologica del nostro paese e un aiuto concreto nella lotta contro il cambiamento climatico. Scegliere di vivere in una casa green non solo migliora la qualità della nostra vita, ma contribuisce anche a preservare il pianeta per le generazioni future.


Motivazioni dietro al voto contrario di Italia ed Ungheria

Le motivazioni dietro al voto contrario dell'Italia e dell'Ungheria sul decreto case green sono state oggetto di discussione in questi giorni. Le due nazioni hanno espresso preoccupazioni riguardo agli effetti economici e alle possibili restrizioni che potrebbero derivare da questa normativa. In particolare, l'Italia ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra la protezione dell'ambiente e lo sviluppo economico del paese, mentre l'Ungheria ha evidenziato le potenziali conseguenze negative sulla crescita del settore immobiliare.


L'Ecofin ha concluso il lungo percorso della direttiva Epbd con il voto contrario dell'Italia e Ungheria. È l'ultimo passaggio per le regole sulla riqualificazione energetica degli edifici in Europa entro il 2050.

Nessuna opposizione, il Consiglio Ue Ecofin conferma la direttiva senza discussione. In attesa dell'approvazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.


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Conclusioni

Gli obiettivi intermedi di riduzione dei consumi energetici per gli edifici degli Stati Membri sono stati confermati, ossia del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. I paesi membri dovranno stabilire nei loro piani le strategie per raggiungere tali obiettivi. La direttiva impone che la maggior parte delle ristrutturazioni riguardi il 43% degli edifici meno efficienti. Questo significa che l'obiettivo non può essere raggiunto solo con nuove costruzioni: in Italia sarà prioritario intervenire su cinque milioni di edifici esistenti.

Il tema importante riguarda l'abbandono dei combustibili fossili come il gas metano nelle case. Il divieto è stato posticipato al 2040, anziché al 2035. Inoltre, gli incentivi fiscali per le caldaie a gas saranno eliminati dal 2025, ma saranno possibili incentivi per i sistemi di riscaldamento ibridi.


La rete di Imprese Casaenergiagreen è sensibile a tutti i cambiamenti normativi, per dare la possibilità ai propri clienti di sfruttare tutte le possibili occasioni utili per rendere l'immobile a norma, più efficiente e confortevole.

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